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Aprire .. chiudere… fase 1 … fase 2 …..

Sono mesi che in questo blog non entro nel merito di questioni prettamente politiche/partitiche . E non lo farò neppure ora, magari più avanti . Credo che  Conte ed il suo governo , con tutta la maggioranza , abbiano una bella gatta da pelare e qualsiasi decisione presa abbia delle ripercussioni per i cittadini importanti. Non li invidio per niente. 

Il dibattito  sulla fase 2  o quasi due è molto acceso. Come sempre tutti hanno la soluzione. Beati loro. Io soluzioni chiare e definitive non ne vedo. Vedo una classe politica in grossa difficoltà  difronte a scelte non scontate. Privilegiare la salute anche a costo di una grossa crisi economica salvaguardandola  ad ogni costo (prima la salute) oppure cercare di salvare una economia già in crisi il cui ulteriore aggravamento potrebbe avere grosse ripercussioni sociali?  Trovare un equilibrio tra le due cose non è stato facile e non lo sarà neppure nei mesi a venire quando la pandemia si sarà diluita ma gli effetti economici si faranno sentire soprattutto nelle fasce più deboli. 

 Mi dispiace ma pensare che i tecnici possano dettare una linea è sbagliato. I Virologi  daranno indicazioni su come contenere il Virus, gli economisti su come contenere la crisi economica ( forse :-)),  le varie  “categorie”  specializzate nel proprio settore ognuna ha le proprie “soluzioni”. Tutti tecnici. Con soluzioni in contrasto tra loro. Spetta alla politica fare le scelte. 

E le scelte si fanno sui valori,  negli  interessi di tutti compatibilmente con le condizioni in cui ci troviamo. In una comunità quando qualcuno è in difficoltà si aiuta, perché quando sarà l’altro in difficoltà sarà a sua volta aiutato.  In questo paese, invece,  alla fine sembra che siano sempre i soliti ad essere aiutati ed i soliti a  sacrificarsi.

La solidarietà non è più un valore della nostra comunità. E di questo non possiamo incolpare i “politici”.   

 

 

1994… inizio di una nuova repubblica

Dopo la visione delle serie 1992 e 1993 mi ero ripromesso di vedere anche 1994. 

La clausura forzata dovuta al Coronavirus mi ha dato questa possibilità.

Mi è piaciuta meno delle  precedenti.

La rivoluzione politica  importante avvenuta in quel momento non traspare con tutta la sua forza. La storia umana e  politica dei personaggi della serie  si intreccia con alcuni episodi importati di quel periodo ( G7 di Napoli, incontro Berlusconi Bossi ) ma nel complesso non sono riuscito a vedere il passaggio importante che è avvenuto nella  politica italiana.

Sicuramente la figura di Berlusconi è  raccontata senza eccessivi pregiudizi,  molto  vicino a quello che lui ha raccontato di se agli italiani.

La figura di Leonardo Notte ( Stefano Accorsi ) rimane centrale e si ripropone con tutto il suo cinismo , fino alla fine, quando scommette sulla sconfitta del paese Italia per guadagnare soldi. Interessanti le sue riflessioni sulla verità scritte nella lettera da consegnare alla futura moglie.

Per me la frase più interessante di tutta questa serie è quella che rivolge un ex collaboratore di Di Pietro quando lo incontra in piazza ai festeggiamenti per le dimissioni di Berlusconi nel 2011 ( la parte finale di 1994 racconta la fine di Berlusconi), gli fa vedere come la gente in piazza esulti, gli fa notare che quella gente ha votato tre volte Berlusconi, ha tirato le monetine a Craxi.

La stessa gente che urlava Di Pietro Di Pietro nel 1992 poi ha votato Berlusconi nelle elezioni del ’94. La gente non ci capisce una mazza. E lei adesso gongola. Ma sta tarantella è cominciata con mani pulite. E più andrà avanti e più sarà peggio, a dare ascolto alla gente“.

Qui ci sta tutta la sintesi di quello che è successo fino ad oggi.

Una politica che non guida più,  ma si lascia guidare. 

 

Sindacato e politica

Non sono così ingenuo da pensare che il sindacato non abbia (soprattutto in passato) un ruolo politico in questo paese.

E dopo tanti anni di militanza non mi meraviglio più di niente, purtroppo. 

Ma la convocazione di un’assemblea sindacale di una sigla sindacale (CGIL) per inviate il lavoratori a votare No al referendum mi pare eccessivo. Politicamente la CGIL ha già fatto il suo passo e tramite il suo segretario ha preso posizione. Questo rimane un paese libero, e lo rimarrà anche dopo il 4 dicembre.

Convocare un’assemblea dei lavoratori con il solo scopo di invitare a votare NO mi pare eccessivo. Se sul filo strettamente normativo la cosa può non essere “proibita”, il senso con cui è stato redatto lo statuto dei lavoratori, sul diritto di assemblea, non lascia molto spazio alle interpretazioni. Ma si sa. quando non ci sono indicazioni esplicite in questo paese la capacità di interpretazione è molto elevata.

L’articolo 20 dello statuto riporta :” I lavoratori hanno diritto di riunirsi, nella unità produttiva in cui prestano la loro opera, fuori dell’orario di lavoro, nonché durante l’orario di lavoro, nei limiti di dieci ore annue, per le quali verrà corrisposta la normale retribuzione. Migliori condizioni possono essere stabilite dalla contrattazione collettiva. Le riunioni – che possono riguardare la generalità dei lavoratori o gruppi di essi – sono indette, singolarmente o congiuntamente, dalle rappresentanze sindacali aziendali nell’unità produttiva, con ordine del giorno su materie di interesse sindacale e del lavoro e secondo l’ordine di precedenza delle convocazioni, comunicate al datore di lavoro.
Alle riunioni possono partecipare, previo preavviso al datore di lavoro, dirigenti esterni del sindacato che ha costituito la rappresentanza sindacale aziendale. Ulteriori modalità per l’esercizio del diritto di assemblea possono essere stabilite dai contratti collettivi di lavoro, anche aziendali.”  I contratti nazionali della Sanità, successivi a questa norma, non hanno modificato la sostanza di questo articolo. 

Le assemblee sindacali, secondo lo  statuto dei lavoratori, sono un diritto se convocate “con ordine del giorno su materie di interesse sindacale e del lavoro”. E mi pare che questo abbia una sua logica. Convocare un’assemblea al solo scopo di invitare a votare No ad un referendum non mi pare abbia una logica sindacale. Personalmente lo ritengo per noi (lavoratori di ARPAT)  anche controproducente.  

Certo che il sindacato faccia “politica” non mi meraviglia, ma ci sono modalità che rendono anche il senso con cui si fanno le cose. Un convocazione con solo all’ordine del giorno indicazione su come votare al referendum  mi pare francamente una forzatura e con poco senso di carattere sindacale. E’ un’azione chiaramente politica e come essa va etichettata. 

Certo questa è una mia idea.

Come rimane una mia idea che da mesi abbiamo molte cose importanti in ponte in ARPAT  e non è stata convocata nessuna assemblea sulle prospettive della riorganizzazione, sul ruolo dell’agenzia dopo la nuova legge nazionale e in questa fase di transizione pèost Sargentini, sul pessimo umore che serpeggia tra i dipendenti, per dare “indicazioni” su come muoverci. Questi sarebbero argomenti, secondo me, per un’assemblea dei lavoratori.

 

 

 

 

La matematica del Family Day

Non entro nel merito della manifestazione del Family Day. Rispetto le opinioni, ma mi piacerebbe un po di coerenza da parte di chi si fa paladino di battaglie”morali” in cui lui stesso non crede.

Ma voglio dire la mcircomassimoia sul numero di partecipanti.

Non credo sia importante ai fini del risultato, cioè indurre il parlamento o il governo a cambiare la sua strategia, ma mi incuriosisce il fatto che davanti a numeri incontrovertibili dettati dalla fisica e dalla matematica si continui a sparare cifre enormi sui partecipanti alle manifestazioni.

L’estensione del Circo Massimo è di circa 72mila metri quadrati nel suo complesso.

In un metro quadrato quante persone ci possono stare? Tre o quattro se stipate come ad un concerto o all’ingresso di una partita di calcio.

Quindi considerando che le persone non partecipano,almeno la maggioranza, una sopra alle altre e utilizzando una moltiplicazione si arriva a calcolare che al Circo Massimo riempiendolo come un uovo ci possono stare al massimo 290.000 persone.

Se non utilizziamo i parametri fisico/matematici ma un’unità di misura tutta politico/sindacale che prende come riferimento i due milioni di persone del 2006 a piazza S. Giovanni oppure i 3 milioni per la manifestazione sull’art. 18 o i più di 2 milioni di persone all’ultima manifestazione del PD allora ieri in piazza più di un milione di persone forse erano presenti.

Ho evidenziato grazie alle foto di Google l’area del Circo Massimo (in rosso) e l’area approssimativa (oltre 600.000 metri quadrati) che occorrerebbe per ospitare due milioni e mezzo di persone, secondo i criteri fisico/matematici.

La politica è opinione, la matematica no.