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Secondo giorno viaggio della memoria

Oggi visita a Dachau e poi sosta a Salisburgo.

il campo di Dachau è grandissimo e pare impossibile che la mente umana possa aver progettato un posto del genere. Dachau è stato il primo lager nazista, aperto nel marzo del 1933, dopo  poco piu di un mese dall’ascesa di Hitler a capo del governo. Un progetto meditato e costruito per garantire ed aumentare il prorpio potere. Un potere creato a scapito di tante vite umane.

 


Gli antichi Spedali

Si è conclusa in questi giorni la mostra “Antichi spedali, accoglienza ed assistenza in Toscana tra il XII e XVI secolo”, una mostra documentale curata da Massimo Tosi e durante la quale sono state organizzate tre interessantissime conferenze sul tema dell’accoglienza e della cura presso gli spedali nel corso del medioevo.

Un’occasione per collocare lo Spedale di S.Antonio, edificio caro agli abitanti di Lastra a Signa, nel suo contesto storico e nel complesso degli spedali fiorentini e toscani. La mostra, che ha avuto un bel successo, ci è stata richiesta da alcuni Comuni il cui spedale è riprodotto all’interno della mostra.

Sarà un’occasione per riproporre questa mostra e far conoscere lo Spedale di S.Antonio di Lastra a Signa. 


Vitamine di Arte contemporanea /2

Potete ammirare tutte le 466 tavolette in mostra nel progetto itinerante “Vitamine, tavolette energetiche” di Carlo Palli che è stato ospite domenica 3 Aprile a Villa Caruso Bellosguardo.

Ringrazio Lastra TV  per aver preparato questo slideshow.

Vitamine: guarda le tavolette energetiche!


Vitamine di Arte Contemporanea

Questa appena trascorsa per me stata una settimana all’insegna dell’arte contemporanea. In questo anno e mezzo ho assistito alla realizzazione di diverse mostre di arte contemporanea allestite in biblioteca, grazie al progetto Biblioart, ma un confronto intenso con l’arte contemporanea come questa tavolette3_ridsettimana non mi era capitato.

Sono stato a visitare l’archivio di Carlo Palli a Prato, a due passi dal Museo Pecci, e devo dire che l’impatto è stato molto forte. Un archivio di arte contemporanea non è facilmente comprensibile da persone non abituate al confronto con questa tipologia d’arte.

Molti oggetti e composizioni, ad un occhio profano come il mio, risultano difficilmente comprensibili ed identificabili senza un’adeguata spiegazione.

Questa visita era propedeutica alla preparazione dell’evento che era in programma il 2 aprile a Villa Bellosguardo. Il progetto (di Carlo Palli) raccoglie 466 tavolette d’artista realizzate da artisti emergenti e storicizzati, musicisti, performer, curatori, direttori di musei etc.

Queste tavolette rigorosamente in formato cartolina 10×15 cm sono una bella collezione che si fa apprezzare anche da un occhio meno avvezzo a questo tipo di realizzazioni.

La difficoltà nell’apprezzare l’arte contemporanea viene sicuramente da una carenza di preparazione, e da un’abitudine consolidata ad associare il temine arte secondo canoni classici, rinascimentali, neoclassici etc. Il percorso formativo nell’arte non è così quotidiano come per  altre discipline, come ad esempio la musica.

Ieri un artista Luca de Silva nella sua performance “diceva”: Io non sono un poeta, non sono un pittore, non sono uno scultore / Una volta, quando ero giovane, volevo essere un artista e ho lavorato una vita per questo obbiettivo. Ma
ora non so più cosa è l’arte, mentre pensavo di saperlo e ci credevo / Tutto oggi è arte e nkoonsoi ripetiamo tutto ciò che è stato fatto nel secolo scorso / Nel medioevo non facevamo arte romana e greca. Nel rinascimento non facevamo arte medioevale. Gli impressionisti non facevano arte neoclassica. Questo per dire che l’arte contemporanea, e perciò l’arte fatta nel proprio periodo storico, non si rifaceva all’arte
precedente, ma cercava concetti e linguaggi diversi. Oggi invece facciamo solo ciò che è stato già fatto sia come concetto che come linguaggio pensando di fare arte d’avanguardia / Io non ci capisco più niente e perciò mi dichiaro FUORI di TESTA”

 

Allora forse non siamo gli unici in difficoltà a comprendere questo tipo di arte…

Comunque è un percorso molto interessante…. ed in fondo a me Jeff Koons in Piazza Signoria non dispiaceva.

 

 

 

 

 


Fusioni dei comuni si, ma non fredda!

Ho letto oggi sul quotidiano “la Nazione” l’articolo che riporta la proposta di Forza Italia per la fusione tra i comuni di Scandicci e Lastra a Signa che porta a fare alcune riflessioni in merito.

Sicuramente il dibattito sulle fusioni dei comuni non può essere rimandato ancora per molto, anche nel nostro territorio.

Dopo la scelta di riformare  le provincie, uno dei prossimi passi del governo non potrà che essere quello di cercare di ridurre il numero dei comuni.Una riduzione dei comuni in questo paese credo sia necessaria.

Non si può però negare che la conformazione olografica del nostro paese condiziona pesantemente una soluzione a tavolino su basi prettamente numeriche o di confine. Due comuni confinanti con pochissimi  abitanti della montagna dell’Aspromonte o delle Alpi non hanno le stesse caratteristiche di comuni della pianura padana. Dei semplici confronti numerici non possono rappresentare la molteplicità della nostra penisola e le molte peculiarità delle sue comunità.

Sicuramente però se non “spinta” dall’alto una drastica riduzione dei comuni in questo paese non potrà avvenire.

Se non vogliamo che un scelta a tavolino produca fusioni fredde tra comuni dettate da confini, numero di abitanti e densità abitativa che non tenga conto degli aspetti culturali, geografici delle infrastrutture etc occorre che la politica locale faccia la sua parte a partire da una discussione nei territori sottolineando la necessità di una riduzione dei limiti amministrativi, superando i campanilismi, e nel contempo non diminuendo i servizi, anzi migliorandoli, riducendo nel complesso i costi.

In un paese pieno di campanili come i nostri non sarà impresa facile.

Per quanto riguarda la proposta di Forza Italia sulla fusione di Lastra con Scandicci, personalmente, non mi trova assolutamente d’accordo.

Credo che sulla piana a medio/lungo termine la soluzione più logica sia fare un unico comune con Firenze, una vera città metropolitana, con delle divisioni sullo stile dei municipi di Roma Capitale. Questa soluzione forse è prematura e non esclude la possibilità nell’attesa di fare una grande  Firenze di unire comuni dell’ex provincia di Firenze.

Per quanto riguarda Lastra a Signa personalmente credo che la soluzione più “naturale”, per storia, cultura ed affinità territoriale sia una fusione con Signa. Una fusione amministrativa che, nonostante il campanilismo che contraddistingue le due comunità, porterebbe giovamento ad entrambe le comunità nel contesto metropolitano.

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