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1° Maggio Festa dei Lavoratori

Festa del lavoro molto particolare ai tempi della Pandemia. 

In una società in cui si parla tanto del lavoro , di come esso da sostentamento e dignità, adesso dobbiamo fare i conti con le preoccupazioni del presente e del futuro. 

Un festa che dovrebbe rifocalizzare l’attenzione sulla necessità di trovare soluzioni per questo periodo di grande difficoltà sia per chi un lavoro lo ha, per chi rischia di perderlo e per chi avrà difficoltà nel trovarlo.  Senza dimenticare che anche  chi lo ha  ma non è  fonte di “dignità”. 

“Il lavoro dovrebbe essere una grande gioia ed è ancora per molti tormento, tormento di non averlo, tormento di fare un lavoro che non serva, non giovi a un nobile scopo. “(Adriano Olivetti)

Buon Primo Maggio a Tutti.

 

La casa di carta ….no spoiler

Facevo parte di quella minoranza di persone che non aveva visto la serie di “La casa di carta”. 
La quarantena mi ha dato questa possibilità.  
Ho visto tutte e 4 le serie. 
Mi é piaciuta. Non sapevo di cosa parlasse . Ho scelto di vederla perché sapevo che aveva avuto un grosso successo in tutto il mondo. 
La storia delle rapine si intreccia con storie di sentimenti e qualche spunto di “riflessione” sulla vita, naturalmente non sono la parte principale della storia, il cuore della storia rimane la rapina e la sua preparazione. 
Molto coinvolgente, appassionate, peccato che ogni serie non abbia un “finale” compiuto e occorra sempre aspettare la serie successiva. Come ora che dovremo aspettare la quinta per capire come si evolve e conclude la storia.
Tra le frasi che mi hanno colpito ci sono  “Il vero caos non fa rumore”  “Quello che non vediamo è quello che alla fine più ci ossessiona” frasi che non sono riferite solo a quello che sta succedendo nel corso della rapina………

 

Non sono ottimista

Non sono ottimista.

Leggo molti commenti e opinionisti che sostengono che questa pandemia renderà il mondo migliore. 

Non vedo nessun  elemento che mi faccia pensare a questo e la storia ci insegna che non sarà così.

Avremo dei cambiamenti, inevitabili, in qualche comportamento per un periodo , svilupperemo dei nuovi modi di concepire alcuni aspetti del lavoro . Ma non sarà un modo migliore. I problemi rimarranno gli stessi , forse sotto alcuni aspetti peggioreranno. Le conseguenze economiche  post pandemia saranno impattanti e non sono così sicuro che la classe politica  sia in grado di governare questo processo che aumenterà le distante sociali.  Servirà un grande momento di solidarietà , molto più solido e profondo di quello di ora che ha come legame la “salvezza” e lotta contro un nemico comune ed invisibile. Ma quando il “pericolo” sarà scampato ritorneremo ognuno a difendere il proprio orticello.  

Credo invece che questo periodo abbia fatto riflettere  molte persone sul  proprio rapporto con se stessi, con le cose, con il tempo.

Questa pandemia non renderà il mondo migliore ma avrà dato un’opportunità a molte persone di  cambiare:

“Girando sempre su se stessi, vedendo e facendo sempre le stesse cose, si perde l’abitudine e la possibilità di esercitare la propria intelligenza. Lentamente tutto si chiude, si indurisce e si atrofizza come un muscolo”. (Albert Camus)

Diciamo che in questo periodo abbiamo interrotto molte abitudini.