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EMERGENZA COVID 19 – il ruolo delle Agenzie Ambientali

Prendo spunto dalla comunicazione che ho ricevuto stamani dai colleghi CISL della RSU per scrivere due cose su quello che penso del ruolo dell’agenzia ambientale in questo momento. 

Che esista uno stretto legame tra ambiente e salute è ormai assodato e che in questo  contesto specifico non c’è da  “prevenire” ma da operare in emergenza  è assolutamente  scontato. Ma le agenzie ed il suo personale possono , con le proprie professionalità,  essere utili alla causa?  L’ordinanza della Presidenza del Consiglio dei Ministri autorizza in questa emergenza le Agenzie a dare un supporto logistico e operativo alle autorità sanitarie.  Alcune agenzie  lo hanno fatto. Se in Toscana non serve meglio, ma almeno proporsi, mettere a disposizione mezzi ed operatori. Invece leggo la nota di precisazione  dei colleghi RSU della CISL, che riporto qui sotto, dove ancora un volta mi accorgo che una parte del sindacato non pensa ad altro che far valere i propri diritti. In questo momento credo che l’unico diritto da salvaguardare è quello di poter svolgere il proprio dovere in modo sicuro per la propria e altrui salute. Valore per cui svolgiamo il nostro compito nella quotidianità lavorativa anche fuori da questa emergenza .

La richiesta dei buoni pasto per chi lavora in smart working mi pare fuori luogo.

Di seguito la note di cui sopra. 

EMERGENZA COVID 19 E ATTIVITA’ SINDACALE IN ARPAT : ALCUNE PRECISAZIONI Cari iscritti, simpatizzanti e lavoratori ARPAT tutti, riteniamo di dover fornire alcune precisazioni riguardo a quanto fatto dalla RSU in questi giorni, al cospetto di drammatici scenari ai quali mai avremmo pensato di dover assistere. Come componente CISL abbiamo sostenuto fino ad ora tutte le posizioni prese dalla RSU, anche quelle che ci sembravano meno condivisibili, in ragione della prioritaria ricerca della comunità d’intenti, focalizzandoci sui punti di convergenza piuttosto che sulle differenze fra le posizioni dei singoli membri o di sigla. Abbiamo in primo luogo vigilato sul corretto e celere recepimento da parte della Direzione dei provvedimenti del Governo a contrasto dell’epidemia rivolti alle PP.AA, quali l’incentivo allo smart working e il garantire solo le attività indifferibili e quelle a supporto dell’emergenza sanitaria. Abbiamo compreso certe titubanze e pazientato su certe posizioni poco condivisibili della Direzione, giustificandole con la difficoltà del momento, privilegiando comunque un rapporto di stimolo e collaborazione, nella consapevolezza della diversità dei ruoli. Anche la decisione di proporre riduzioni all’orario di apertura delle sedi e al loro presidio con personale in presenza è stata condivisa, nella speranza che possa contribuire a tornare al più presto alla consueta operatività e per dar modo alla Direzione di organizzare al meglio il periodo di transizione verso la normalità. Abbiamo inoltre rilevato che certe problematiche emerse (difformità organizzative fra strutture, DPI carenti o scaduti, pulizie ambienti ecc.) sono strutturali e non legate all’emergenza e pertanto dovranno essere oggetto di profonda riflessione con la Direzione. Non possiamo tuttavia sottacere alcuni fatti accaduti negli ultimi giorni che rischiano di incrinare il positivo clima nel quale fino ad ora la RSU ha lavorato. Dobbiamo in primis far presente che non condividiamo affatto né sosterremo la volontà della componente di maggioranza in RSU di impegnarsi per richiedere la corresponsione di buoni pasto al personale in telelavoro straordinario, né quella di impegnarsi ulteriormente per richiedere rimborsi spese (luce, telefono…). La riteniamo, con un eufemismo, inopportuna, avendo ben presenti le difficoltà che in questo momento devono affrontare lavoratori molto meno garantiti di noi o in prima linea negli ospedali e consapevoli delle concessioni che la Direzione ha fatto sull’indennità di turno e sull’orario (anche oltre le richieste RSU), visto che si tratta di regime orario in deroga a contratti e accordi. CISL FP non si presterà pertanto a “battaglie per il buono pasto”, come taluni hanno ventilato in RSU. Rileviamo inoltre un’ostinata riluttanza ad informare i lavoratori su quanto la RSU ha appreso dalla Direzione nella videoconferenza del 24 marzo in merito all’eventualità – ad ora esclusa – che anche ARPAT fornisca un supporto all’emergenza sanitaria, come altre ARPA stanno già facendo e come tanti colleghi si aspetterebbero. Così come i lavoratori non hanno ancora ricevuto, per conoscenza, la richiesta della RSU alla Direzione del 23 marzo, con la quale, fra l’altro, si dava disponibilità a confrontarsi “sulle gestione di possibili ulteriori scenari…, compresa l’eventuale messa a sistema di professionalità ARPAT a supporto dell’emergenza sanitaria, qualora le circostanze lo richiedessero”. Si ha la percezione che si voglia isolare i lavoratori dalla drammatica realtà esterna, quando invece sarebbe opportuno far sapere, per esempio, che l’Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri del 24 marzo scorso ha legittimato eventuali coinvolgimenti del sistema delle Agenzie Ambientali a supporto della gestione dell’epidemia e che pertanto non ci possiamo far trovare impreparati a questa evenienza. Riteniamo pertanto necessario l’interessamento da parte sindacale per assicurare che l’eventuale impegno sia subordinato alla disponibilità di adeguati mezzi (vedi DPI) ed alla preventiva valutazione di cosa siamo in grado di fare e di come operare in sicurezza. CISL-FP non si gira dall’altra parte per non vedere e ritiene che anche i lavoratori ARPAT debbano fare la loro parte con senso di responsabilità e solidarietà !!!

Contattateci per ulteriori informazioni e per dirci cosa ne pensate.

LA COMPONENTE CISL FP – RSU: Alessandro Becatti (int. 6603) Marco Bertolini (int. 6831) Barbara Carli (int. 5285) Monica Baroni (int. 5471)

Ancora Trivelle ….

Sono passati anni ma la nostra classe dirigente non ha ancora le idee chiare sul piano energetico del nostro paese.  Ovvero l’ideologia supera  quello che ora in molti chiamano “buon senso”.

Sicuramente sono di parte, sotto riporto i post che scrissi per il referendum sulle trivelle, ma francamente continuo a non capire la logica della scelta del nostro paese. Il  Milleproroghe ha spostato di sei mesi “il termine ultimo per la realizzazione del Pitesai e per la sua adozione – a causa di precedenti ritardi nella elaborazione e della necessità di effettuare la Valutazione Ambientale Strategica VAS”.  Il che significa chiaramente mettere in crisi questo settore affinche presto si smetta di “trivellare” cosi come chiedeva il referendum. 

Non capisco la scelta. Non ci sono vantaggi per il nostro paese ne in campo  economico, energetico ne ambientale.

Economicamente è uno svantaggio enorme non c’è bisogno di spiegarlo . 

Energeticamente non siamo autosufficienti e quei prodotti occorre comunque acquistarli e dipendere ulteriormente da altri paesi.

Ambientalmente le trivelle verranno costruite  ( forse anche smantellate le esistenti) a poche miglia dal nostro confine e avranno vantaggi paesi come Grecia e Croazia. Vantaggi ambientali per noi nessuno.

Sarà semplicistico. Ma rimane una scelta scellerata!

 

 

Da lunedì chi Trivella?

 

… e continuano a trivellare…

 

Voci di corridoio ARPAT (correvoce)

Passano gli anni, passano i Direttori, ma le voci che si rincorrono ogni volta che deve essere nominato un nuovo direttore arrivano sempre puntuali.

Dopo la “sorpresa” del pensionamento del Direttore Sargentini, pensionato suo malgrado, ed i quasi sei mesi 6 mesi di Direzione dell’Ing, Mossa Verre siamo a pochi giorni dalla nomina del nuovo  Direttore di ARPAT.

Come di consueto c’è sempre qualcuno che pensa di sapere, con certezza, chi sarà il nominato. E così parte il Tam Tam  che risuona nei corridoi (e nelle email) di Arpat. Ho ritrovato un post nel mio vecchio Blog (Clicca QUI)  alla fine dell’era Cantoni. Potrebbe essere scritto oggi. Rispetto a quel post però su una cosa sono meno dubbioso: oggi non credo che basterà la nomina del Direttore a “donare nuova linfa ed entusiasmo all’Agenzia “.

Se anch’io sono tra coloro che conoscono con certezza il nome del nuovo direttore?

Anche se lo sapessi non potrei certo scriverlo qui 🙂

 

 

Non credevo di avere seguito

Ho ritorni da amici sul fatto che il mio post “scegliere non è essere crumiri” abbia suscitato qualche reazione. Non credevo di avere tutte queste “attenzioni”

E’ dal 2009 che non sono più direttamente coinvolto nell’azione sindacale (per incompatibilità tra ruoli sindacali e ruoli politici) ma ancora
qualcuno crede che sia l’eminenza grigia della CISL in ARPAT. Mi dispiace, perché questo è poco rispettoso nei confronti dei miei colleghi che si danno da fare con passione nell’attività sindacale di Arpat tutti i giorni ed ai quali io, purtroppo, non riesco a dare ne una mano ne sostegno.

Ho iniziato a scrivere su un blog personale nel 2004, parlavo principalmente di questioni sindacali di Arpat. Fino a quando ho fatto attività in modo diretto ho scritto in modo regolare poi ho piano piano abbandonato, scrivendo sempre più di rado.

Ho ripreso a scrivere su questo nuovo Blog con motivazioni e stimoli diversi ma le questioni di arpat non posso certo ignorarle, anche se non sono più l’oggetto principale del mio scrivere.

gerome_eminence_grise_1873Credo che i post che ho scritto sulle questioni di arpat negli ultimi 2 anni siano meno della dita di una mano e se questo è sufficiente a far pensare che possa “destabilizzare” l’unità sindacale, sorrido pensando che mi viene attribuito un bel “potere”.

Una cosa è certa, come non ho smesso di scrivere su ARPAT quando da sindacalista fui ric
hiamato anche dalla Direzione perché “raccontavo fatti sindacali di ARPAT attraverso il web” e “questo potrebbe portarti ad avere delle conseguenze” non lo farò certo ora.

Ho delle opinioni e le esprimo. E quello che sostenevo e credevo l’ho sempre scritto pubblicamente.

Se volete potete rileggerlo.

Sta scritto li sul vecchio Blog.

Rileggendolo scoprirete che sono passati anni ma le questioni di cui il sindacato discute sono spessissimo le medesime. Specchio di un paese, l’arpat non ne è avulsa, bloccato ed incapace di prendere decisioni pensando che “fare accordi” e trovare “compromessi” sia una sconfitta ed una sciagura.

Io non mi sono mai nascosto e non lo farò certo ora.

Credete quello che vi pare, fate pure tutte le campagne che ritenete opportune, ma se avrò voglia di scrivere lo farò come e quando mi pare attraverso questo spazio che mi sono ritagliato.

Scegliere non è essere “crumiri”

Era febbraio quando ho scritto un post su la vicenda dei dipendenti Arpat che avevano fatto ricorso davanti ai giudici contro l’amministrazione “per ottenere, a detta delle organizzazioni sindacali, quello che per le vie normali del confronto delle parti non era possibile ottenere”. Dopo qualche mese non posso fare a meno di non rioccuparmi delle questioni sindacali di Arpat. sostenibilita-ambientale

Il mio post di febbraio che trovate qui, e’ ancora attuale nonostante sia passato del tempo e di cose ne siano successe: le sentenze di appello sono state perse dai lavoratori e la Direttrice, che avrebbe accettato un accordo, è stata pensionata.

Il sindacato, dopo aver delegato l’azione ai giudici, ne è uscito per la seconda volta sconfitto.

Ero contrario a questa scelta e non ho mai aderito alla causa contro la direzione, e per questa mia scelta sono stato “additato” come crumiro e approfittatore, perché una sentenza favorevole avrebbe portato vantaggi anche me.

Sapevo che da questa vicenda non saremmo, comunque, usciti vincitori (neanche vincendo le cause), ma questo non è facile da comprendere se il termine di misura è solo l’aspetto economico, e adesso che c’è anche da pagare gli avvocati questo può trasformarsi in un boomerang per il sindacato.

Se una sentenza favorevole avrebbe agevolato tutti, per quanto mi riguarda, non vedo incongruo che le spese da sostenere siano da suddividere tra tutti. Senza dover fare un porta a porta per riscuotere la quota, si potrebbe trovare una forma per trattenerla dalla busta paga. Come farlo? Abbiamo tanti tecnici che possono trovare una soluzione. Questo velocizzerebbe la conclusione di questa vicenda lasciando il tempo alla RSU di dedicarsi in pieno a pensare ad un nuovo decentrato da sottoporre all’amministrazione.

Dopo la sentenza di appello, i sindacati e la RSU hanno una scarsa credibilità, perdere tempo sulle modalità di riscossione o tentare di distogliere l’attenzione “attaccando” la Regione per l’improvviso pensionamento della Direttrice, per una presunta scarsa attenzione alle problematiche ambientali, non farà recuperare credito al sindacato.

Ripeto: questo, se permettete, non riguarda solo i dipendenti direttamente coinvolti nella causa persa.

Siamo tutti sulla stessa barca…. il mondo

Nella Giornata della Terra, presso la sede delle Nazioni Unite di New York, si è tenuta la cerimonia della firma dell’accordo di Parigi sul clima, il primo accordo universale sul cambiamento climatico. alla presenza di oltre 170 rappresentanti di nazioni da tutto il mondo.

L’accordo, in sintesi:

bloccare l’innalzamento della temperatura al di sotto di 2 gradi rispetto all’era preindustriale e a fare di ambientetutto per non superare 1,5 gradi;

alimentare un fondo annuo da 100 miliardi di dollari per il trasferimento delle tecnologie pulite nei Paesi non in grado di fare da soli il salto verso la green economy;

rafforzare periodicamente gli obiettivi di riduzione fissati volontariamente dai singoli Paesi ;

ridurre di un terzo il carbonio immesso in atmosfera.

 

Adesso dopo l’impegno scritto dai paesi occorre che gli stessi mettano in atto le  azioni conseguenti; in attesa dei prossimi dati sull’innalzamento della temperatura globale.

 

 

Accordo aree di contrattazione del pubblico impiego… e le ARPA?

Aran e Sindacati hanno firmato l’Ipotesi di accordo quadro nazionale che ridefinisce i nuovi comparti e le nuove aree di contrattazione del pubblico impiego. Così come era stato annunciato, base imprescindibile per riprendere la contrattazione dei contratti del pubblico impiego.

E’ un accordo importante che introduce cambiamenti rilevanti nell’assetto del sistema contrattuale pubblico e sul quale mi sono, già in parte, espresso in un’altro post. 

In questo link trovate il testo completo dell’accordo

Vorrei in questo post sottolineare alcune questioni che ci riguardano da vicino. Forse un po polemiche.

Siamo arrivati a questo accordo senza avere nessun confronto trai lavoratori e senza nessuna comunicazione, come se fosse un accordo banale e  non avesse riflesso sui lavoratori.

Altro aspetto, le ARPAT come ne escono da questo accordo? In questi anni, in modo pretestuoso, veniva ventilata la possibilità che alle Arpa venisse cambiato contratto…. quante discussioni: ho trovato almeno due post sul mio vecchio blog che parlano di questo argomento uno è il post che trovate qui, ecco il link.

Anche con la riduzione dei comparti ed il suo riassetto, dopo le riforme di Brunetta e questa della Madia,  alle ARPA  rimane attribuito il contratto della Sanità.

Finiamola con illazioni, teorie del complotto, voci infondate che provengono dai corridoi più improbabili!

Utilizziamo le poche energie che abbiamo per trovare proposte, invece che cercare inutili motivi di scontro tra categorie di lavoratori,  affinché le ARPA siano il più possibile funzionali allo scopo per cui sono state create: il controllo ed il monitoraggio ambientale.