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Nova Eroica ai tempi del Covid

Per il rotto della cuffia  la NOVA Eroica, spostata da aprile a fine ottobre,  si è potuta disputare.   Non è stata la stessa cosa. I luoghi rimangono molto suggestivi e belli,  il colori  giallo/oro  e marrone della primavera/estate   sono sostituiti dal verde   e dai colori autunnali,    belli e ugualmente suggestivi. 

 Ma il clima che si respira intorno a queste manifestazioni in tempo di covid non è lo stesso.  Gli organizzatori sono stati bravissimi e rispettosi delle regole ma il clima , non quello meteorologico  fin troppo clemente,   non si può avere con tutte queste ristrettezze.  Manca il contorno di festa, mancano   gli abbracci  gli scambi di  emozioni lungo  il percorso e  durante i ristori.  Una Eroica senza anima. 

Una Eroica di speranza in preparazione a quelle che verranno.

 

 

Vettel lascia

Peccato.

Era prevedibile che sarebbe successo. Sembrava il pilota adatto per far tornare alla vittoria la Ferrari , ma non è stato così . 
Una serie di circostanze non lo hanno portato a vincere in Ferrari, ma è anche la dimostrazione che come pilota presenta qualche limite , nonostante i 4 titoli vinti. 
Chi non vince in Ferrari rimane segnato. 

Adesso speriamo in Leclerc. 

La casa di carta ….no spoiler

Facevo parte di quella minoranza di persone che non aveva visto la serie di “La casa di carta”. 
La quarantena mi ha dato questa possibilità.  
Ho visto tutte e 4 le serie. 
Mi é piaciuta. Non sapevo di cosa parlasse . Ho scelto di vederla perché sapevo che aveva avuto un grosso successo in tutto il mondo. 
La storia delle rapine si intreccia con storie di sentimenti e qualche spunto di “riflessione” sulla vita, naturalmente non sono la parte principale della storia, il cuore della storia rimane la rapina e la sua preparazione. 
Molto coinvolgente, appassionate, peccato che ogni serie non abbia un “finale” compiuto e occorra sempre aspettare la serie successiva. Come ora che dovremo aspettare la quinta per capire come si evolve e conclude la storia.
Tra le frasi che mi hanno colpito ci sono  “Il vero caos non fa rumore”  “Quello che non vediamo è quello che alla fine più ci ossessiona” frasi che non sono riferite solo a quello che sta succedendo nel corso della rapina………

 

Cosa fare nei prossimi giorni?

Ci aspettano settimane che definerei inaspettate.

Sperando di non essere infetti sarà un periodo che pensavamo fosse possibile solo nei film.

La domanda più ricorrente nei prossimi giorni sarà: e adesso cosa facciamo?

A parte coloro che avranno il pensiero di come pagare gli stipendi, pagare le tasse con le proprie attività chiuse  che avranno altri problemi, per gli altri come trascorre il tempo senza “andare fuori di testa” sarà il leitmotiv dei prossimi giorni.

Le domande gia oggi si rincorrono. Posso fare questo? Posso fare quello ? Come faccio a ….. a stare a casa rischio di diventare matto!

Un periodo breve che una volta passato, non ci farà cambiare le abitudini consolidate e non ci farà neppure sentire più vulnerabili, immersi nel soddisfare i nostri bisogni.

Io cosa farò? Non lo so. Non ci ho pensato.  Aspetto gli eventi consapevole che quello che succede in un laboratorio a migliaia di kilometri di distanza, mio malgrado, può condizionare la mia esistenza. 

         

In preparazione alla Lastrense

Erano tanti anni che non riuscivo ad uscire in bicicletta in inverno, anche se quest’anno fatichiamo a chiamare febbraio inverno. L’occasione è dovuta ad una serie di fatti: più tempo libero,  il fisico con qualche acciacco non “invalidante”, la bici nuova e la preparazione alla prima ciclostorica  a Lastra a Signa “la Lastrense”.

Parlare dei luoghi in cui si svolge mi pare superflo.

Sarei di parte. Sono le colline dove vivo e che conosco molto bene. Sicuramente molto belli e suggestivi . Sul percorso  non mi sbilancio.  Sono troppo fuori forma  (sono anni che sono fuori forma) quindi non faccio testo. 

 

Ho provato parte del percorso sia con la nuova bicicletta Gravel al carbonio sia con la bici vintage Atala. 

Quaranta anni di differenza di tecnologia che provati sullo stesso percorso si apprezzano tutti. La cosa che colpisce di più è l’elasticità del telaio al Carbonio, soprattutto sui tratti di sterrato e fondo sconnesso, e la frenata. I freni a disco sono 

una sicurezza indescrivibile. Con la vintage in fondo ad alcune discese sono costretto al metterei piedi per terra per aiutarmi con la frenata! 

 

Con entrambe le bici però occorre cuore e gambe. Le bici non vanno da sole …almeno queste 

  

Eroica 2019 – nonostante la fatica rimane un successo

Questa Eroica per me è stata la più dura: poco allenamento, mal di schiena, antidolorifici; qualcuno può esclamare da eroico!

Mi sono cimentano nel percorso da 106 km, per non ripetere il percorso già fatto in passato e con la falsa convinzione (traviato dalle indicazioni del sito ufficiale)  che nonostante i 20 km in più rispetto al “corto” il percorso fosse nel complesso piu facile.

Grave errore. Il percorso è stato  sicuramente piu difficile: per lunghezza , per tipologia delle salite, per la quantità di sterrato,  per la mal distribuzione dei ristori.

Il paesaggio e l’atmosfera  che si respira compensa ampiamente  la fatica. Il paesaggio è più vario del percorso  breve e le Crete Senesi viste da questa prospettiva sono fantastiche e suggestive. 

Ogni Eroica è una esperienza fantastica ed irripetibile, indelebile nella memoria.  Non ci sono riprese e/o foto che possono trasmettere le sensazioni che si hanno in questa giornata.

 

  

Un anno che se ne va

Il 2018 è stato un anno molto pesente.

Troppo. 

Ci sono stati per me eventi esterni ed interiori che non mi hanno lasciato mai un momento di respiro. 

Momenti che non sempre ho condiviso sui social, se non marginalmente, comunque eventi non facili, con riflessi emotivi difficili da descrivere. Occasioni importanti per riflettere e pensare. 

Politicamente avrei moltissimo da dire, la delusione per la situazione del paese e del Partito Democratico non mi fa guardare con molto ottimismo, per ora, al futuro. Nel prossimo anno ci sara un evento che comunque influenzerà il “mio” 2019. Le prossime elezioni amministrative. Sembra ieri invece a maggio finisce questa legislatura nella quale ho avuto il privilegio di fare una grande e bella esperieza amministrativa. Una esperienza che mi ha cambiato come “poltico” e come uomo. 

Non so cosa augurarmi per il prossimo anno. Sicuramente non un anno come questo appena trascorso. 

“Nella modalità dell’avere, il tempo diviene il nostro dominatore. Nella modalità dell’essere, il tempo è detronizzato, cessa di essere l’idolo che governa la nostra vita” 
(Erich Fromm)

Buon 2019. 

 

 

 

    

L’esperienza di volare

Ho provato a volare. Per vedere l’effetto che fa. L’ho fatto con il parapendio. E’ stata un’esperienza emozionante.

Non avevo mai avuto il desiderio di fare un’esperienza del genere. Troppa paura solo al pensiero.

Poi chissà cosa passa per la testa, vorresti provare a volare……. dopo 60 giorni di immobilismo dovuti ad una frattura causata da una stupidata ti dici: “perché no?”.

 

Ma la paura rimane tanta ed è da esorcizzare e superare.

Qualche giorno di passeggiate a pensare a come sarà la vista delle Dolomiti volando, a pensare che non succederà niente….. alla fine di una passeggiata chiami e fissi il volo. E la paura? A quel punto, teoricamente, non torni più indietro.

Cambi programmi e ti prepari per essere sul posto in tempo, ti vesti e l’istruttore ti chiede “hai paura?” la mia risposta “mi sono fatto il lavaggio del cervello. Ora no!”.  L’istruttore non può che ridere dopo una risposta del genere.

Poi quando l’istruttore di spiega come fare il cuore inizia a battere e non vedi l’ora di spiccare il volo…. ma ho avuto anche un ulteriore emozione:  mentre sto per staccarmi da terra l’istruttore grida “stop!”. La vela non era posizionata bene… si ricomincia, l’istruttore sistema e poi 1,2,3 via corsa verso il bordo della montagna ed in un attimo sei in volo!

A quel punto la paura riaffiora. Il vuoto sotto, la corrente ascensionale che in pochi secondi ti porta in alto oltre il punto da cui ti sei lanciato, il cuore batte ma l’emozione di volare e godere del panorama resta indescrivibile.

Le dolomiti sono stupende …ma cosi di più. E volare è magnifico.

Planare poi verso terra da proprio la sensazione del volo come me la ero immaginata, che non è paragonabile ad altre sensazioni che avevo provato prima.

Qualche settimana prima del volo scrissi su facebook “la vertigine non è paura di cadere ma voglia di volare” o “ La vertigine è la voce del vuoto sotto di noi che ci attira, che ci alletta, è il desiderio di cadere, dal quale ci difendiamo con paura”.

Non ho provato vertigini e la voglia di volare ha superato la paura, la fiducia nell’istruttore ha allontanato il timore di cadere. Ma la paura non mi ha mai abbandonato del tutto.

Lo rifarò? Non lo escludo.

 

 

Un visita alla Cappella degli Scovegni

La Cappella degli Scrovegni è una piccola chiesa interamente affrescata da Giotto a Padova.

Fu realizzata su commissione di Enrico Scrovegni, uno dei più ricchi personaggi nella Padova di quegli anni, pare per provare ad espiare i peccati suoi e di suo padre in quanto usurai.

La cappella è affrescata con le storie tratte dalle vite della Vergine e di Cristo. Sulla controfacciata (la parete interna del muro nel quale si apre il portale d’ingresso) è rappresentata, il Giudizio Universale.

Le Storie, suddivise in 39 scene, sono disposte su tre fasce sovrapposte. Una quarta fascia, posta al livello più basso, contiene le rappresentazioni allegoriche dei Vizi e delle Virtù.

In rete troviamo tantissimo materiale su questa cappella personalmente devo dire che visitarla è molto emozionate. Più piccola della Cappella Sistina si riesce ad apprezzare la bellezza degli affreschi grazie alla dimensione ridotte e all’accesso controllato, 25 persone per volta.  .

Ci sono tante belle cose nel nostro bel paese ma questa cappella merita una visita. Mi raccomando prenotate!

 

 

cappella1cappella2angelo

giuda giudizio

Il giorno più corto che ci sia

Mi importa poco che oggi sia davvero il giorno più corto dell’anno, ma oramai da quasi 50 anni è un ritornello che mi ritorna in mente quando ci avviciniamo al Natale e le giornate, tolta l’ora legale, iniziano ad avere molte ora di buio. Nel ripetere il ritornello  c’è la consapevolezza che comunque tra poche settimane apprezzeremo il sole che sorge prima e tramonta sempre più tardi e con esso crescerà la voglia di primavera e di estate.

Io non so se oggi sia il più corto ma so che non tutti i giorni sono uguali, ci sono quelli che non finiscono mai, quelli che vorresti che non finissero mai, quelli che vorresti finissero il prima possibile. E per questo non esiste nessuna teoria della relatività che ti possa aiutare a modificare l’effetto.

Non ho voglia di fare nessun riferimento alla politica, il pensiero dei giorni che ci attendono da qui a giugno, è sufficiente a farmi pensare che andiamo incontro a giorni che saranno molto lunghi.