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In giro per Firenze

Appena iniziata la fase due non ho resistito. Ho fatto in bici un giro per il centro di Firenze .

E’ impressionante vederla con così poche persone. Strade semi deserte. La cosa che colpisce di più è invece è vedere  il parco delle Cascine pieno come non lo è mai stato nei giorni feriali. 

Senza la riapertura dei negozi, dei bar e ristoranti sarà difficile rivedere tanti fiorentino nel centro….. in attesa poi dei turisti. 

 

Domenica delle Palme ai tempi del coronavirus

Inizia con la Domenica delle Palme la Settimana Santa,  in questa domenica si ricorda l’ingresso trionfale di Gesù a Gerusalemme, avvenuto a cavallo di un asino, mentre la folla ne osannava il nome, agitando rametti di palma.

Ai tempi del Coronavirus  “la folla” non può  accorrere  numerosa, ma può assistere attraverso un monitor alle varie celebrazioni che vengono trasmesse.

La benedizione delle palme è documentata sin dal VII secolo ed ebbe uno sviluppo di cerimonie e di processioni. In Occidente essendo questa domenica riservata a cerimonie prebattesimali (il battesimo era amministrato a Pasqua) e all’inizio solenne della Settimana Santa, benedizione e processione delle palme  si sviluppò solo nel XI secolo.

Quest’anno dopo molti secoli non potremo  portare nelle nostre case l’ulivo benedetto. Ci accontenteremo di quello virtuale. Di una benedizione via etere, a distanza.

Anche questo è un segno dei tempi!  

…in attesa di poter uscire ….

In questi giorni in cui non possiamo uscire  possiamo, tra le altre cose,  visitare  virtualmente i Musei.

Una bella opportunità , anche se vedere le opere dal vivo è un’altra cosa.  Personalmente ne ho visti la metà di quelli che vi propongo. Gli altri confido di vederli in futuro. 

Per ora accontentiamoci.

Per accedere basta cliccare sull’immagine. 

 

1. Pinacoteca di Brera – Milano

 

 

 

 

2. Galleria degli Uffizi – Firenze

 

 

 

 

 

3. Musei Vaticani – Roma

 

 

 

 

4. Museo Archeologico – Atene

 

 

 

 

5. Prado – Madrid

 

 

 

 

6. Louvre – Parigi

 

 

 

 

7. British Museum – Londra

 

 

 

 

 

8. Metropolitan Museum – New York

 

 

 

 

9. Hermitage – San Pietroburgo

 

 

 

 

10. National Gallery of art – Washington

The New Pope

Non sono un critico cinematografico e non è mia intenzione  fare una recensione di questa nuova serie di Paolo Sorrentino.

A me è piaciuta. Sorrentino è bravo,  ha una fotografica eccellente e i contenuti su cui riflettere  sono molteplici. Sicuramente non tutti comprenibili, almeno per me, ma la serie non è una semplice rappresentazione delle debolezze umane del Clero romano.

Il segretario di stato, un ottimo  Silvio Orlando,  Angelo Voiello, ha anche in questa serie  un ruolo centrale nelle dinamiche pontificie. E’ l’uomo dietro le quinte:  l’informazione è potere; il potere è peccato mortale. Ma lui imperterrito con il suo brillante cinismo è un antimoderno, quello che non  passa mai di moda, come le “barrette Kinder”.  Come piace agli italiani essere come Angelo Voiello! 

The New Pope racconta il Vaticano senza mezze misure, parla di terrorismo islamico, rivendicazioni femminili, di corruzione religiosa e politica. E’ rappresentata un’istituzione secolare che è fatta di uomini fragili e attraversata da un brulicare di passioni che sono diretta espressione del mondo. Come  diceva Benedetto XVI “La secolarizzazione, con i suoi condizionamenti che portano fino alla negazione di Dio, è penetrata, “già da tempo”, anche all’interno della Chiesa”.

Sulle figure dei due papi e le sue contraddizioni, ci sarebbe troppo da dire. Vi consiglio di guardalo e di farvi un’idea.

Tra i tanti spunti che la serie propone riporto due frasi per me significative , soprattutto perché la serie è scritta da un “non credente”: 

“Sapete qual’è la vera bellezza delle domande? Che noi non abbiamo le risposte. Alla fine le risposte le ha solo Dio.”


“Dio non gestisce le nostre vite. Dio non rimedia alle nostre debolezze. Dio non ferma la nostra mano quando si immerge nel peccato. No. Dio si limita a salvarci.”

 

 

 

 

Gli antichi Spedali

Si è conclusa in questi giorni la mostra “Antichi spedali, accoglienza ed assistenza in Toscana tra il XII e XVI secolo”, una mostra documentale curata da Massimo Tosi e durante la quale sono state organizzate tre interessantissime conferenze sul tema dell’accoglienza e della cura presso gli spedali nel corso del medioevo.

Un’occasione per collocare lo Spedale di S.Antonio, edificio caro agli abitanti di Lastra a Signa, nel suo contesto storico e nel complesso degli spedali fiorentini e toscani. La mostra, che ha avuto un bel successo, ci è stata richiesta da alcuni Comuni il cui spedale è riprodotto all’interno della mostra.

Sarà un’occasione per riproporre questa mostra e far conoscere lo Spedale di S.Antonio di Lastra a Signa. 

Un visita alla Cappella degli Scovegni

La Cappella degli Scrovegni è una piccola chiesa interamente affrescata da Giotto a Padova.

Fu realizzata su commissione di Enrico Scrovegni, uno dei più ricchi personaggi nella Padova di quegli anni, pare per provare ad espiare i peccati suoi e di suo padre in quanto usurai.

La cappella è affrescata con le storie tratte dalle vite della Vergine e di Cristo. Sulla controfacciata (la parete interna del muro nel quale si apre il portale d’ingresso) è rappresentata, il Giudizio Universale.

Le Storie, suddivise in 39 scene, sono disposte su tre fasce sovrapposte. Una quarta fascia, posta al livello più basso, contiene le rappresentazioni allegoriche dei Vizi e delle Virtù.

In rete troviamo tantissimo materiale su questa cappella personalmente devo dire che visitarla è molto emozionate. Più piccola della Cappella Sistina si riesce ad apprezzare la bellezza degli affreschi grazie alla dimensione ridotte e all’accesso controllato, 25 persone per volta.  .

Ci sono tante belle cose nel nostro bel paese ma questa cappella merita una visita. Mi raccomando prenotate!

 

 

cappella1cappella2angelo

giuda giudizio

Vitamine di Arte Contemporanea

Questa appena trascorsa per me stata una settimana all’insegna dell’arte contemporanea. In questo anno e mezzo ho assistito alla realizzazione di diverse mostre di arte contemporanea allestite in biblioteca, grazie al progetto Biblioart, ma un confronto intenso con l’arte contemporanea come questa tavolette3_ridsettimana non mi era capitato.

Sono stato a visitare l’archivio di Carlo Palli a Prato, a due passi dal Museo Pecci, e devo dire che l’impatto è stato molto forte. Un archivio di arte contemporanea non è facilmente comprensibile da persone non abituate al confronto con questa tipologia d’arte.

Molti oggetti e composizioni, ad un occhio profano come il mio, risultano difficilmente comprensibili ed identificabili senza un’adeguata spiegazione.

Questa visita era propedeutica alla preparazione dell’evento che era in programma il 2 aprile a Villa Bellosguardo. Il progetto (di Carlo Palli) raccoglie 466 tavolette d’artista realizzate da artisti emergenti e storicizzati, musicisti, performer, curatori, direttori di musei etc.

Queste tavolette rigorosamente in formato cartolina 10×15 cm sono una bella collezione che si fa apprezzare anche da un occhio meno avvezzo a questo tipo di realizzazioni.

La difficoltà nell’apprezzare l’arte contemporanea viene sicuramente da una carenza di preparazione, e da un’abitudine consolidata ad associare il temine arte secondo canoni classici, rinascimentali, neoclassici etc. Il percorso formativo nell’arte non è così quotidiano come per  altre discipline, come ad esempio la musica.

Ieri un artista Luca de Silva nella sua performance “diceva”: Io non sono un poeta, non sono un pittore, non sono uno scultore / Una volta, quando ero giovane, volevo essere un artista e ho lavorato una vita per questo obbiettivo. Ma
ora non so più cosa è l’arte, mentre pensavo di saperlo e ci credevo / Tutto oggi è arte e nkoonsoi ripetiamo tutto ciò che è stato fatto nel secolo scorso / Nel medioevo non facevamo arte romana e greca. Nel rinascimento non facevamo arte medioevale. Gli impressionisti non facevano arte neoclassica. Questo per dire che l’arte contemporanea, e perciò l’arte fatta nel proprio periodo storico, non si rifaceva all’arte
precedente, ma cercava concetti e linguaggi diversi. Oggi invece facciamo solo ciò che è stato già fatto sia come concetto che come linguaggio pensando di fare arte d’avanguardia / Io non ci capisco più niente e perciò mi dichiaro FUORI di TESTA”

 

Allora forse non siamo gli unici in difficoltà a comprendere questo tipo di arte…

Comunque è un percorso molto interessante…. ed in fondo a me Jeff Koons in Piazza Signoria non dispiaceva.