Mese: maggio 2018

Dopo il viaggio

A mente fredda dopo qualche giorno vorrei sottolineare le cose che più mi hanno colpito in questo viaggio nei campi di concentramento con i ragazzi del scuole, tenuto conto che avevo già visitato alcuni campi ed avevo letto molti libri.

Dachau  

Campo enorme, il primo costruito da Hitler come modello per tutti i campi di concentramento, di lavoro forzato e di sterminio, un modo per eliminare tutti coloro che erano, anche solo sospettati, di essere oppositori al nuovo governo. Sorprende che un campo così grande ed organizzato sia stato inaugurato poco più di un mese dopo l’ascesa al potere di Hitler. Non può essere ne un caso ne una dimostrazione di grandissima efficienza

 

 

 

Ebensee

E’ un  Campo di concentramento nel territorio Austriaco, uno dei più importanti sottocampi di Mauthausen. In 
questo campo si fabbricavano i missili balistici V2. I prigionieri venivano impiegati per scavare gallerie nelle montagne. 
Il campo non esiste più. Il governo austriaco ha regalato la terra ai cittadini e ha fornito incentivi per la costruzione delle case. Sul terreno dove c’era il campo di sterminio adesso c’è un bel villaggio residenziale e tutto quello che rimane è l’arco di ingresso al campo ( vedi foto) e un memoriale costruito su due lotti comprati da una persona che ha voluto che non si dimenticasse quanto accaduto in questo terreno. 
 
 
Castello di Hartheim

 

Il Castello di Hartheim, è un castello situato nei pressi della città di Linz, è stato uno dei sei campi di sterminio dove veniva praticato  il programma di «eutanasia» nazionalsocialista. Qui vennero  soppresse decine di migliaia di persone affette da malformazioni, handicap fisici e psichiatrici o da malattie genetiche inguaribili, le “vite indegne di essere vissute”. Il castello  è stato costruito nel corso del XVII secolo ed è considerato una delle più importanti fortezze rinascimentali dell’Austria.

Colpisce il contrasto della sua bellezza e della sua storia con le atrocità commesse al suo interno in nome della salvaguardia della razza e della ricerca.

 

Mauthausen

Su questo campo, molto conosciuto, non ho riflessioni particolari. Avevo già visitato il campo , ed è emozionante partecipare alla celebrazione internazionale in ricordo della liberazione.

Mi ha colpito la scelta del ministro Austriaco, non gradito alla cerimonia, di far chiudere l’accesso a tutte le scale presenti  nel campo. Anche la famosissima scala della morte per motivi di sicurezza, in quanto non a norma. 

     

 

 

Risiera di San Sabba

La Risiera di San Sabba era un lager ed era in Italia. Nel centro di Trieste. Un lager di transito, di detenzione e anche di eliminazione, dove sono stati rinchiusi, ed uccisi un gran numero di detenuti, in prevalenza prigionieri politici ed ebrei.

In questo lager c’era un forno crematorio che veniva utilizzato per bruciare i cadaveri. Mi colpisce che fosse in territorio italiano. Non avrei mai pensato che in italia ci fosse stato un lager con forno crematorio.

 


Ultimo giorno del viaggio

Oggi abbiamo visitato la Risiera di San Sabba (Trieste), un lager nazista utilizzato per il transito, la detenzione e l’eliminazione di persone in prevalenza prigionieri politici ed ebrei. Non credevo che sul territorio italiano ci fosse mai stato un lager con al suo interno un forno crematorio.

Con questa visita finisce il Viaggio ai campi di sterminio organizzato da ANED  e nel quale ho rappresentato il Comune di Lastra a Signa, una esperienza molto intensa e toccante. Iniziative come questa sono importanti per ricordare l’orrore dei campi di sterminio e per creare le condizioni affinché questo non succeda più. 

 


Quarto giorno. Celebrazione internazionale a Mauthausen

Prima di partecipare alla celebrazione per il 73esimo anniversario della liberazione siamo passati da Gusen, campo del quale non è rimasto che uno spazio a memoria di quello che è stato. Come per Ebensee anche qui il tentativo, a guerra finita, di dimenticare ha fatto sorgere sul terreno del campo una zona residenziale. La costruzione che faceva da ingresso al campo adesso è una bella viletta (vedi foto sotto).

Siamo tornati poi a  Mauthausen per la celebrazione internazionale a cui hanno partecipato oltre 50 paesi e migliaia di persone. Una celebrazione veramente emozionante. Per la prima volta ha partecipato un rappresenttante del governo italiano, il Ministro Luca Lotti. 

 

 


Terzo giorno del viaggio …

Oggi abbiamo visitato Ebensee, castello di Hartheim e il campo di Mauthausen. 

Ad EbenseE non esiste piu il campo. Su quel terreno hanno costruito delle case e del campo originario rimane , tra le case, la struttura che sosteneva la porta di ingresso. Le gallerie dalle quali ricavavano granito sono invece visitabili ( altre sono ancora attive). Fa riflettere come abbiano cercato di “cancellare” i segni di quello che era avvenuto.

Hartheim era un ex ospedale che divenne una delle  istituzioni dove fu perpetrato il programma nazista di “eutanasia” . Qui sono morti decine di migliaia di persone affette da malformazioni, handicap fisici e psichiatrici o da malattie genetiche inguaribili, le cosiddette “vite indegne di essere vissute”. Un bellissimo posto che contrasta con quello che al suo interno è stato compiuto.

Su Mauthausen avro tempo di scrivere anche domani.

 


Secondo giorno viaggio della memoria

Oggi visita a Dachau e poi sosta a Salisburgo.

il campo di Dachau è grandissimo e pare impossibile che la mente umana possa aver progettato un posto del genere. Dachau è stato il primo lager nazista, aperto nel marzo del 1933, dopo  poco piu di un mese dall’ascesa di Hitler a capo del governo. Un progetto meditato e costruito per garantire ed aumentare il prorpio potere. Un potere creato a scapito di tante vite umane.

 


Primo giorno del viaggio ai campi di sterminio

Siamo partiti per il viaggio che ci porterà a visitare con circa 250 ragazzi delle scuole dei comuni della citta metropolitana alcuni campi di sterminio. Il viaggio è organizzato , come ormai da oltre 40 anni dall’ANED. Giornata di traferimento a Monaco di Baviera e domani visita al campo di Dachau. 


Buon primo maggio