Scegliere non è essere “crumiri”

Era febbraio quando ho scritto un post su la vicenda dei dipendenti Arpat che avevano fatto ricorso davanti ai giudici contro l’amministrazione “per ottenere, a detta delle organizzazioni sindacali, quello che per le vie normali del confronto delle parti non era possibile ottenere”. Dopo qualche mese non posso fare a meno di non rioccuparmi delle questioni sindacali di Arpat. sostenibilita-ambientale

Il mio post di febbraio che trovate qui, e’ ancora attuale nonostante sia passato del tempo e di cose ne siano successe: le sentenze di appello sono state perse dai lavoratori e la Direttrice, che avrebbe accettato un accordo, è stata pensionata.

Il sindacato, dopo aver delegato l’azione ai giudici, ne è uscito per la seconda volta sconfitto.

Ero contrario a questa scelta e non ho mai aderito alla causa contro la direzione, e per questa mia scelta sono stato “additato” come crumiro e approfittatore, perché una sentenza favorevole avrebbe portato vantaggi anche me.

Sapevo che da questa vicenda non saremmo, comunque, usciti vincitori (neanche vincendo le cause), ma questo non è facile da comprendere se il termine di misura è solo l’aspetto economico, e adesso che c’è anche da pagare gli avvocati questo può trasformarsi in un boomerang per il sindacato.

Se una sentenza favorevole avrebbe agevolato tutti, per quanto mi riguarda, non vedo incongruo che le spese da sostenere siano da suddividere tra tutti. Senza dover fare un porta a porta per riscuotere la quota, si potrebbe trovare una forma per trattenerla dalla busta paga. Come farlo? Abbiamo tanti tecnici che possono trovare una soluzione. Questo velocizzerebbe la conclusione di questa vicenda lasciando il tempo alla RSU di dedicarsi in pieno a pensare ad un nuovo decentrato da sottoporre all’amministrazione.

Dopo la sentenza di appello, i sindacati e la RSU hanno una scarsa credibilità, perdere tempo sulle modalità di riscossione o tentare di distogliere l’attenzione “attaccando” la Regione per l’improvviso pensionamento della Direttrice, per una presunta scarsa attenzione alle problematiche ambientali, non farà recuperare credito al sindacato.

Ripeto: questo, se permettete, non riguarda solo i dipendenti direttamente coinvolti nella causa persa.


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