Mese: ottobre 2016

Terremoto

Avrei voluto parlare di altro stasera, ma vedere i bellissimi luoghi del nostro paese distrutti mi fa un certo effetto.

Difficile trovare le parole, tante ne sono state e  tante ne diranno.

Un pensiero particolare a Norcia, paese natale di San Benedetto patrono d’Europa, che dopo le ultime scosse non ha più la sua basilica.

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Non si ferma il vento con le mani

Stasera non avevo ne intenzione ne voglia di scrivere ma Facebook mi ha riproposto un ricordo: la foto della maglietta con su scritto “non si ferma il vento con le mani”, ed a pochi giorni da una nuova Leopolda non potevo non condividere.

Quante attese, quanti desideri, quanta voglia di cambiare in molti partecipanti a quelle kermesse e quanta voglia invece in molti,  sotto sotto, di lasciare che tutto passasse, come il vento, perché poi tutto tornasse come era.

 

Ma quando il vento passa non può lasciare tutto immutato come prima. Sono passati 5 anni e forse i cambiamenti prodotti da quel vento non sono stati molti, o almeno non quanti auspicati, ma le cose non sono più come allora.

I sogni non sempre si realizzano in pieno ma quando il vento soffia è inutile cercare di fermarlo, meglio assecondarlo per capire dove è diretto ….

 

 

 

 

 


Non credevo di avere seguito

Ho ritorni da amici sul fatto che il mio post “scegliere non è essere crumiri” abbia suscitato qualche reazione. Non credevo di avere tutte queste “attenzioni”

E’ dal 2009 che non sono più direttamente coinvolto nell’azione sindacale (per incompatibilità tra ruoli sindacali e ruoli politici) ma ancora
qualcuno crede che sia l’eminenza grigia della CISL in ARPAT. Mi dispiace, perché questo è poco rispettoso nei confronti dei miei colleghi che si danno da fare con passione nell’attività sindacale di Arpat tutti i giorni ed ai quali io, purtroppo, non riesco a dare ne una mano ne sostegno.

Ho iniziato a scrivere su un blog personale nel 2004, parlavo principalmente di questioni sindacali di Arpat. Fino a quando ho fatto attività in modo diretto ho scritto in modo regolare poi ho piano piano abbandonato, scrivendo sempre più di rado.

Ho ripreso a scrivere su questo nuovo Blog con motivazioni e stimoli diversi ma le questioni di arpat non posso certo ignorarle, anche se non sono più l’oggetto principale del mio scrivere.

gerome_eminence_grise_1873Credo che i post che ho scritto sulle questioni di arpat negli ultimi 2 anni siano meno della dita di una mano e se questo è sufficiente a far pensare che possa “destabilizzare” l’unità sindacale, sorrido pensando che mi viene attribuito un bel “potere”.

Una cosa è certa, come non ho smesso di scrivere su ARPAT quando da sindacalista fui ric
hiamato anche dalla Direzione perché “raccontavo fatti sindacali di ARPAT attraverso il web” e “questo potrebbe portarti ad avere delle conseguenze” non lo farò certo ora.

Ho delle opinioni e le esprimo. E quello che sostenevo e credevo l’ho sempre scritto pubblicamente.

Se volete potete rileggerlo.

Sta scritto li sul vecchio Blog.

Rileggendolo scoprirete che sono passati anni ma le questioni di cui il sindacato discute sono spessissimo le medesime. Specchio di un paese, l’arpat non ne è avulsa, bloccato ed incapace di prendere decisioni pensando che “fare accordi” e trovare “compromessi” sia una sconfitta ed una sciagura.

Io non mi sono mai nascosto e non lo farò certo ora.

Credete quello che vi pare, fate pure tutte le campagne che ritenete opportune, ma se avrò voglia di scrivere lo farò come e quando mi pare attraverso questo spazio che mi sono ritagliato.


Scegliere non è essere “crumiri”

Era febbraio quando ho scritto un post su la vicenda dei dipendenti Arpat che avevano fatto ricorso davanti ai giudici contro l’amministrazione “per ottenere, a detta delle organizzazioni sindacali, quello che per le vie normali del confronto delle parti non era possibile ottenere”. Dopo qualche mese non posso fare a meno di non rioccuparmi delle questioni sindacali di Arpat. sostenibilita-ambientale

Il mio post di febbraio che trovate qui, e’ ancora attuale nonostante sia passato del tempo e di cose ne siano successe: le sentenze di appello sono state perse dai lavoratori e la Direttrice, che avrebbe accettato un accordo, è stata pensionata.

Il sindacato, dopo aver delegato l’azione ai giudici, ne è uscito per la seconda volta sconfitto.

Ero contrario a questa scelta e non ho mai aderito alla causa contro la direzione, e per questa mia scelta sono stato “additato” come crumiro e approfittatore, perché una sentenza favorevole avrebbe portato vantaggi anche me.

Sapevo che da questa vicenda non saremmo, comunque, usciti vincitori (neanche vincendo le cause), ma questo non è facile da comprendere se il termine di misura è solo l’aspetto economico, e adesso che c’è anche da pagare gli avvocati questo può trasformarsi in un boomerang per il sindacato.

Se una sentenza favorevole avrebbe agevolato tutti, per quanto mi riguarda, non vedo incongruo che le spese da sostenere siano da suddividere tra tutti. Senza dover fare un porta a porta per riscuotere la quota, si potrebbe trovare una forma per trattenerla dalla busta paga. Come farlo? Abbiamo tanti tecnici che possono trovare una soluzione. Questo velocizzerebbe la conclusione di questa vicenda lasciando il tempo alla RSU di dedicarsi in pieno a pensare ad un nuovo decentrato da sottoporre all’amministrazione.

Dopo la sentenza di appello, i sindacati e la RSU hanno una scarsa credibilità, perdere tempo sulle modalità di riscossione o tentare di distogliere l’attenzione “attaccando” la Regione per l’improvviso pensionamento della Direttrice, per una presunta scarsa attenzione alle problematiche ambientali, non farà recuperare credito al sindacato.

Ripeto: questo, se permettete, non riguarda solo i dipendenti direttamente coinvolti nella causa persa.


La percezione del rischio

In questi giorni sono avvenuti, a distanza di poche ore, due incidenti industriali in Germania. L’impatto mediatico è stato enorme soprattutto perche la vicinanza degli eventi ha fatto pensare ad un attacco terroristico.

Leggendo le notizie su questi incidenti mi ha colpito in particolare il fatto che in un sito industriale che è tra i più grandi del mondo (ricopre un’area di 10 chilometri quadrati e ha 39mila dipendenti), questa esplosione sia il 15esimo incidente verificatosi nella struttura negli ultimi 12 mesi.

inoltre ieri pomeriggio guardando sky tg24  ho visto delle interviste ai cittadini della città vicina a questo sito che si dicevano si preoccupati della situazione ma fiduciosi della capacità dell’azienda di governare questi “processi incidentali”.

Non ho potuto che fare il paragone con la nostra situazione dove non è pensabile che un impianto così importante possa avere così tanti incidenti in un anno e pensare alle reazioni dei nostri connazionali ad eventi incidentali simili che spaziano dalla completa sfiducia verso le  aziende, alla negligenza degli  organi di controllo per finire alla richiesta di legislazioni più restrittive!

Credo che in entrambi i casi ci siano delle esagerazioni che evidenziano come sia molto variegata culturalmente la nostra Europa.


Tempo, denaro e felicità.

Guardando Facebook in questa settimana mi sono imbattuto in un interessante articolo riportato sul settimanale “internazionale” , ripreso dal “the guardian” dal titolo: Più soldi o più vita? Questo è il problema

Un interessante riflessione su l’utilizzo del tempo e del denaro e le sue interazioni. Per quanto mi riguarda  non ho mai avuto dubbi sulla mie priorità in materia. Rispetto all’articolo però credo che occorra fare un’ulteriore riflessione circa il tempo ed il suo valore: il suo utilizzo.

Proprio perché il tempo è tutto quello che abbiamo e non è possibile “accumularlo” è bene utilizzarlo al meglio.

L’utilizzo del “mio tempo”, più che del denaro, è un pensiero che mi accompagna  in questi tempi.

 

 

 

 

 


Che esperienza L’Eroica

Erano tanti anni che volevo partecipare a l’Eroica. E finalmente ci sono riuscito.

Bici A

A gennaio ho fatto la pre-iscrizione ed il 23 febbraio sono riuscito ad iscrivermi.

A quel punto non avevo più scuse.

Appesantito, senza allenamento e soprattutto con la vecchia bici Atala da sistemare, non potevo mancare questo appuntamento. Lo stimolo a partecipare mi ha fatto trovare il tempo per sistemare, finalmente, la bici (era in garage ad attendere l’eroica da almeno 15 anni) e  “macinare” un po di chilometri di strada. Un allenamento minimo per non giungere stanco morto all’arrivo.

Alla fine  sono riuscito a partecipare a questa grande manifestazione senza arrivare stanco morto all’arrivo. Obiettivo minimo raggiunto.

Uno dei miei compagni di avventura  sostiene che siamo andati piano, per questo siamo arrivati “freschi”. Per me dovevamo andare ancora più piano, per godersi l’ambiente e le meravigliose strade in un paesaggio che è tra i più belli e suggestivi al mondo.

Peroica18er chi non lo sapesse a l’Eroica non si vince niente, non ci sono tempi registrati e non viene stilato un ordine di arrivo.

Si pedala con bici costruite prima del 1987 e si gode del panorama e delle persone che vi partecipano, alcune delle quali sono veramente originali.

E’ una grande festa, soprattutto per chi ama la bicicletta. Tanti appassionati che senza l’assillo della prestazione si cimentano in questa avventura  solo per il gusto di partecipare, per voler esserci con il proprio stile e la propria bicicletta.

 

Un momento in cui l’amore per la bici, la bellezza del paesaggio, il buon cibo e il vino più famoso del mondo si fondono con il tentativo di rievocar29442268124_50e88be9e6_ke un mondo che non c’è più fatto di strade senza asfalto e con pochissime automobili.

Cibo e vino. Certo lungo il percorso non mancano punti di ristoro con salumi, ribollita e buon vino!

Certo questa manifestazione è anche un grande business, soprattutto per le
strutture ricettive, per i ristoranti e per le tante attività che ruotano intorno alla manifestazione.

Ma lo spirito non agonistico rende questa giornata una festa ed un inno alla bellezza della nostra Toscana.

Penso che parteciperò anche il prossimo anno, con la speranza e la voglia di organizzare un giorno, con le dovute proporzioni, una manifestazione simile anche nel nostro territorio. Vedremo.

 

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