Da lunedì chi Trivella?

Siamo alle porte del Referendum definito delle “Trivelle”.

In questi mesi ne ho sentite di tutte e non è stato facile cercare di capire come siamo giunti a questo referendum.

Ci sono stati anche degli “spot” di dubbio gusto

La campagna per il SI al referendum è iniziata in un primo momento puntando l’attenzione sulla salvaguardia del mare e del suo ambiente e sul fatto che nessuno parlava di questo referendum; poi  quando sono iniziati gli approfondimenti si sono accorti che non era un referendum per scegliere se volevamo o no le trivelle in mare ( come fu per la scelta sul nucleare) la campagna si è spostata sui temi della scelte energetiche del nostro paese e sul regalo del nostro paese alle multinazionali (royalties e consessioni senza scadenze).

Ognuno faccia le proprie considerazioni le mie sono, in ordine sparso e non di importanza:

Non credo che con questo referendum si scelgano le politiche energetiche del nostro paese. le regioni avevano presentato richiesta per 6 referendum in questo senso. E l’unico referendum ammesso da solo non ha questa valenza. E’ bene ricordare che il nostro paese ha già la più alta percentuale al mondo di energia elettrica prodotta da fotovoltaico.

Quantità e valore delle royalities, tasse pagate, lavoratori impiegati etc..   si può decidere che quanto deciso sia giusto o che sia sbagliato, e modificare opportunamente la legislazione del settore, ma si deve tenere conto che meno si incentivano le società petrolifere a investire in Italia, più le si incentiva a investire all’estero (magari in Croazia, proprio di fronte alle nostre coste…). Così l’inquinamento mondiale rimarrebbe costante,il rischio di inquinamento dei nostri mari il medesimo ma l’Italia dovrebbe comprare all’estero più energia di quella che già compra oggi. Abbiamo fatto già quest’errore sul nucleare.

Ancora una volta si cerca di dare significati politici ad un referendum. Tutte le forze non di governo sono per SI, nonostante abbiamo programmi energetici ed ambientali completamente differenti tra loro.

Non condivido questa falsa meraviglia per l’indicazione del nostro segretario  di astenersi. Non è stato il primo a farlo…. e vedremo se sarà l’ultimo, in attesa della riforma costituzionale per la quale saremo chiamati a votare per un altro referendum.

Sullo smaltimento delle piattaforme una volte esauriti i giacimenti ho dei ragionevoli dubbi riferiti alla sostenibilità ambientale. Siamo così convinti che sia ambientalmente vantaggioso smantellarle?

Io cosa faccio domani? Ho tanti impegni.

Ma ho una figlia che ha appena compiuto 18 anni alla quale mi risulta difficile spiegare perché ci si possa anche astenere dal votare ad un referendum, e  siccome sono convinto che l’esempio sia importante, domani la accompagno per la sua prima volta al voto perché inizi il suo percorso di cittadina consapevole.

Io comunque voto NO!


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