Mese: febbraio 2016

Sindacato e Tribunali

Dopo tanto tempo torno ad occuparmi delle questioni sindacali di Arpat.

Ho ricevuto in questi giorni nella casella di posta elettronica di lavoro una ricostruzione delle vicenda che vede i lavoratori di Arpat in causa con la direzione ARPAT per la quantificazione di una parte dei fondi contrattuali. Non posso qui ricostruire la storia, sarebbe troppo lunga e forse poco interessante per i lettori di questo Blog.

Mi interessa il ruolo del sindacato, tanto bistrattato (forse con qualche ragione), e i suoi effetti sui lavoratori.

Nel 2013, l’assemblea dei lavoratori, spinta dalla RSU (Rappresentanze Sindacali Unitarie), dà mandato alle organizzazioni sindacali di portare davanti al tribunale la direzione di ARPAT per ottenere, a detta delle organizzazioni sindacali, quello che per le vie normali del confronto delle parti non era possibile ottenere.

Per me una sconfitta dell’opera sindacale.

Personalmente ero contrario a questa scelta e non ho mai aderito alla causa contro la direzione, e oggi, vivo la questione con un po di distacco, cosciente però che gli effetti di questa operazione condizionano nel complesso tutti i lavoratori. Me compreso.

Gli argomenti sostenuti dalla RSU nell’assemblea nella quale dovevamo decidere se portare in tribunale la direzione, sono stati molto convincenti; con il supporto degli avvocati e delle segreterie regionali: “Abbiamo ragione”, “l’azienda ha sbagliato e lo sa”, “con poca spesa abbiamo la possibilità di recuperare quanto ci spetta”. Risultato 476 dipendenti che hanno aderito alla causa (oltre il 75% del totale) citando in giudizio la direzione. Una causa per ogni provincia dove è presente ARPAT.

Fine delle trattative. Il sindacato ha delegato con quell’azione ai giudici la sua possibilità di trovare un accordo.

Dopo due anni e tre sentenze (in tre tribunali differenti) di primo grado negative il clima cambia. L’unica cosa che non cambia è l’impossibilità per il sindacato di riaprire l’azione negoziale.

Ovvero ci ha provato.

Sotto la spinta degli avvocati, non più convinti della vittoria facile, il cambio del Direttore Generale, la RSU si è approcciata alla nuova direzione per capire se ci fosse la possibilità di ritirare tutte le cause, anche quelle in appello, previste per i primi di marzo, ed “amici come prima”. La nuova direzione ha dato la propria disponibilità a questo accordo “extragiudiziale”.

Le organizzazioni sindacali, e la RSU, dopo questo incontro hanno richiamato in assemblea i lavoratori ma non sono stati così convincenti verso i lavoratori come nella prima assemblea: “Abbiamo perso ma abbiamo ragione”, “non siamo più sicuri di vincere”, “la spesa a cui andiamo incontro rischia di lievitare” “noi consigliamo di ritirarci” “ sappiamo che è così è ammettere una sconfitta”.

Risultato su 135 votanti nelle assemblee 83 hanno votato contro la linea proposta dalla RSU, dalle organizzazione sindacali e dagli avvocati.

Come è possibile cercare un accordo con l’amministrazione se non si è sicuri di avere l’appoggio dei lavoratori?

Ovvero come è possibile cercare un accordo se non si è sicuri di convincere coloro che lo devono sostenere?

Se, legittimamente, la RSU aveva ritenuto opportuno tentare un accordo con l’amministrazione doveva sostenerlo fino alla fine. Nell’interesse dei lavoratori.  Non sempre l’ostinazione è dimostrazione di forza e saper far un passo indietro è sinonimo di debolezza.

Adesso i lavoratori, in attesa della sentenza di appello, si ritrovano una RSU con una scarsa credibilità nei confronti dell’amministrazione e degli stessi lavoratori. I lavoratori hanno bocciato la linea RSU portata in votazione in assemblea e l’amministrazione non sa quanta “autorevolezza” ha questa rappresentanza.

L’unica via d’uscita è sperare in una vittoria della sentenza di appello. Quindi una strada che non siamo in grado di determinare. Ancora una volta la morte dell’essenza del sindacato.

Questo, se permettete, non riguarda solo i dipendenti direttamente coinvolti nella causa.


La nuova Ferrari sarà pronta per vincere?

E’ stata presentata ieri la Ferrari che correrà il prossimo mondiale di F1 con inizio il 20 marzo 2016.

La  SF16-H.

Come tutti gli anni ci sono grandi aspettative dietro la presentazione di una nuova vettura. Lo scorso anno Marchionne disse che non era possibile vincere il mondiale ma che sarebbe stato un successo vincere due gare. Obiettivo superato.

Quest’anno  Sergio Marchionne dice “”È una grandissima vettura. Sono molto più ottimista dello scorso anno” mentre il team principal Maurizio Arrivabene (un nome un programma) non ha nascosto che l’obiettivo è il Mondiale.

Speriamo bene. Ad occhio questa Ferrari presenta molto colore Bianco, come le Ferrari degli anni 70, sembra molto rivoluzionata rispetto alla precedente, il che presenta sempre molte incognite.

Confido che l’ottimismo della dirigenza si trasformi in realtà per tornare a divertici vedendo una Ferrari veramente competitiva.

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Le foto dal sito ufficiale della scuderia Ferrari

 


Fusioni dei comuni si, ma non fredda!

Ho letto oggi sul quotidiano “la Nazione” l’articolo che riporta la proposta di Forza Italia per la fusione tra i comuni di Scandicci e Lastra a Signa che porta a fare alcune riflessioni in merito.

Sicuramente il dibattito sulle fusioni dei comuni non può essere rimandato ancora per molto, anche nel nostro territorio.

Dopo la scelta di riformare  le provincie, uno dei prossimi passi del governo non potrà che essere quello di cercare di ridurre il numero dei comuni.Una riduzione dei comuni in questo paese credo sia necessaria.

Non si può però negare che la conformazione olografica del nostro paese condiziona pesantemente una soluzione a tavolino su basi prettamente numeriche o di confine. Due comuni confinanti con pochissimi  abitanti della montagna dell’Aspromonte o delle Alpi non hanno le stesse caratteristiche di comuni della pianura padana. Dei semplici confronti numerici non possono rappresentare la molteplicità della nostra penisola e le molte peculiarità delle sue comunità.

Sicuramente però se non “spinta” dall’alto una drastica riduzione dei comuni in questo paese non potrà avvenire.

Se non vogliamo che un scelta a tavolino produca fusioni fredde tra comuni dettate da confini, numero di abitanti e densità abitativa che non tenga conto degli aspetti culturali, geografici delle infrastrutture etc occorre che la politica locale faccia la sua parte a partire da una discussione nei territori sottolineando la necessità di una riduzione dei limiti amministrativi, superando i campanilismi, e nel contempo non diminuendo i servizi, anzi migliorandoli, riducendo nel complesso i costi.

In un paese pieno di campanili come i nostri non sarà impresa facile.

Per quanto riguarda la proposta di Forza Italia sulla fusione di Lastra con Scandicci, personalmente, non mi trova assolutamente d’accordo.

Credo che sulla piana a medio/lungo termine la soluzione più logica sia fare un unico comune con Firenze, una vera città metropolitana, con delle divisioni sullo stile dei municipi di Roma Capitale. Questa soluzione forse è prematura e non esclude la possibilità nell’attesa di fare una grande  Firenze di unire comuni dell’ex provincia di Firenze.

Per quanto riguarda Lastra a Signa personalmente credo che la soluzione più “naturale”, per storia, cultura ed affinità territoriale sia una fusione con Signa. Una fusione amministrativa che, nonostante il campanilismo che contraddistingue le due comunità, porterebbe giovamento ad entrambe le comunità nel contesto metropolitano.

firenze


Onde gravitazionali… ed i suoi effetti

Ieri abbiamo avuto conferma che sono state osservate le onde gravitazionali, ciòè le increspature nello spazio tempo provocate da spostamenti di oggetti cosmici molto massivi o da eventi come l’esplosione di supernova o le collisioni di buchi neri. Albert Einstein nella sua teoria della relativa lo aveva ipotizzato 100 anni fa.deloriantrempo Ci sono voluti uomini ed anni di ricerca oltre tanta  sperimentazione scientifica per dimostrare quello che un uomo aveva intuito e ipotizzato un secolo fa. La teoria della relatività è troppo complicata per noi comuni mortali e non è da tutti approfondire il tema della deformazione dello spazio-tempo e roba simile. Sicuramente siamo affascinati dalla sua  rappresentazione grafica e ci piace immaginare che tutto questo possa un giorno possa realizzare ciò che oggi possiamo solo vedere nei film di fantascenza. Viaggiare nel tempo.

Che sia un fatto importate per la scienza lo possiamo immaginare e  lascio agli scienziati il compito di tentare di spiegarci le motivazioni, a noi non resta che constatare, in modo inequivocabile,  che Albert Einstein ha dato un contribuito fondamentale alla scienza e all’umanità intera.

 

Per curiosità: ma le correnti gravitazionali il cui superamento porta ad non invecchiare (cit. F.Battiato) sono un effetto di queste onde?


Le primarie ed i Tarocchi

Sarebbero molti gli argomenti di questa settimana su cui scrivere un post, dalla riforma della pubblica amministrazione (su cui presto scriverò), sul decreto Cirinnà etc, ma preferisco soffermarmi sulle primarie di Milano e l’ennesimo attacco di Grillo al PD.

Le primarie sono, con tutte le sue problematiche connesse, un elemento importante e fondamentale per il Partito Democratico e per il sistema politico italiano. Hanno permesso che nel paese si potesse provare a selezionare una nuova classe dirigente. Non sempre sono riuscite nel suo intento, ma sicuramente sono state, e lo saranno, un elemento importante per la scelta della classe dirigente. Abbiamo dibattuto molto in questi anni sulle primarie e non voglio certo quelli che per me sono pregi e difetti di questo meccanismo, ma mi sorprende sempre il continuo attacco da parte di quei partiti che  questo strumento non lo vogliono usare.

minchiate-bigQuesti attacchi mi rafforzano nell’idea che le primarie, in questo contesto, sono uno strumento importante per la nostra democrazia.

La questione del voto agli stranieri, già sentita e risentita a partire dalle primarie del 2009 per il sindaco di Firenze e poi per le consultazioni successive, è storia vecchia. Le primarie del PD sono aperte! Aperte anche ai cittadini che oggi non hanno diritto di voto ma vivono e lavorano nel nostro paese e che vogliono partecipare alla vita del paese in cui vivono. Le primarie per loro sono un’occasione.

Prima o poi in questo paese dovremo riconoscere anche a gli stranieri (extracomunitari) che lavorano, pagano le tasse, utilizzano i servizi, il diritto di votare!

Che gli stranieri che votano alle primarie siano determinanti per un candidato da far definire le primarie “taroccate” mi pare un’opinione non suffragata dai numeri.

Per dirla con i tarocchi fiorentini…un’altra minchiata!

P.S dal vocabolario Treccani:

minchiate s. f. pl. [etimo incerto]. – Carte da gioco fiorentine già in uso nel sec. 15°, con mazzo costituito da 40 figure, più la matta, comprendenti le ventidue figure del tarocco veneziano meno la casa di Dio, e da 20 figure aggiunte, fra cui le 3 virtù teologali e i 12 segni dello zodiaco.